Per sapere se un oggetto che ci portano è oro oppure no, il processo che seguiamo è questo:

anche se forse è consigliabile a persone esperte, prevede il ricorso alla chimica e in particolare all’impiego di una miscela di acido cloridrico e acido nitrico a cui si fa riferimento quando, nel mondo dell’oro e dei preziosi, si parla di reagenti chimici.
Si tratta di metodo molto usato nei negozi compro oro e nei banco metalli perché non è invasivo per l’oggetto prezioso, a meno che non sia oro, ed è molto veloce oltre ad essere estremamente affidabile.
Tuttavia, l’acido nitrico è molto corrosivo e produce dei fumi che possono risultare pericolosi se inalati: è pertanto consigliabile che la procedura venga eseguita da personale esperto come gli operatori dei compro oro o dei banco metalli e sempre utilizzando i dispositivi di protezione individuale come mascherina, guanti e occhiali.
Versando l’acido sull’oggetto prezioso, dopo pochi secondi si ha una reazione chimica di contatto: se il colore della superficie di contatto vira verso il verde e restituisce un effetto simile all’olio in frittura allora non si tratta di oro.

Se invece la superficie sembra assumere un colore biancastro e lattuginoso si potrebbe trattare di argento placcato oro. Infine, se la superficie si macchia potrebbe trattarsi di un oggetto prezioso a basso contenuto d’oro come per esempio oro a 9 carati. Qualora invece non succeda nulla di tutto questo e l’oggetto rimane stabile allora è probabile si tratti di oro e quindi la verifica oro è andata a buon fine.